LinkedIn si quota in borsa

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LinkedIn potrebbe essere la prima azienda americana di social-networking a quotarsi in borsa. L’offerta pubblica iniziale (IPO) consentirà all’azienda di rastrellare circa 175 milioni di dollari. Il più grande network diprofessionisti con più di 500 milioni di utenti arriva in borsa dopo gli ottimi risultati degli anni precedenti. L’anno scorso ha raggiunto e superato il break-even e in meno di tre anni ha più che triplicato il fatturato.

Molte altre aziende e start-up seguiranno LinkedIn tentando di replicare le fortune dei pionieri di Internet come Google e Amazon.  Anche Groupon Inc. dopo aver  rifiutato l’offerta di Google da 6 miliardi di dollari è in “talking”  con alcune banche per la pianificazione di una IPO già per quest’anno, mentre Facebook potrebbe quotarsi nel 2012.

Facebook è già valutata oggi  50 Miliardi di Dollari.

[via Bloomberg]

 

 


LinkedIn il primo Social-Network in borsa

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LinkedIn potrebbe essere la prima azienda americana di social-networking a quotarsi in borsa. L’offerta pubblica iniziale (IPO) consentirà all’azienda di rastrellare circa 175 milioni di dollari. Il più grande network con più 500 milioni di professionisti aveva già pianificato l’ingresso in borsa dopo gli ottimi risultati degli anni precedenti. L’anno scorso ha raggiunto e superato il break-even e in meno di tre anni ha più che triplicato il fatturato.

Molte altre aziende e start-up seguiranno LinkedIn tentando di replicare le fortune dei pionieri di Internet come Google e Amazon.  Anche Groupon Inc. dopo aver  rifiutato l’offerta da 6 miliardi di dollari da Google sta discutendo e pianificando con alcune banche una IPO per quest’anno, mentre Facebook potrebbe già quotarsi nel 2012.

Facebook è già valutata oggi  50 Miliardi di Dollari.

 

 

 


Report – iPhone e iPad nelle aziende

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Good Technology Q4 2010 ha rilasciato l’ultimo report sui dispositivi mobile che dimostrano l’enorme crescita di iPad nel segmento aziendale Enterprise.  Le trendline del report [Documento in PDF] parlano da se,  il grande impatto di iPhone e iPad continuano a ridisegnare il mercato mobile. .

 


Autenticazione e micropagamenti con l’ NFC

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Il Near Field Communication (NFC) è una tecnologia wireless a corto raggio che consente di trasformare un dispositivo mobile in una carta di credito elettronica, una smartcard di autenticazione “contact-less” per l’online-banking o semplicemente una chiave di accesso sicura per la rete aziendale.

Questa tecnologia è già disponibile in Asia e potrebbe affermarsi anche qui da noi nei prossimi 3-5 anni, specialmente se, come si rumoreggia ormai da tempo, Apple la adotterà nella prossima versione di iPhone 5 così come HTC, Samsung, Nokia , RIM e la stessa Google sul proprio Nexus S.

Il 2011 può essere l’anno della commercializzazione e dei grandi annunci di rinnovata competizione trai big del mercato Mobile.

Un’altra applicazione interessante è il Remote Computing via NFC. Ciò consentirebbe all’utente di portare con se i propri dati sensibili sul dispositivo mobile (Documenti,  Profilo,  Bookmarks, Configurazioni, Passwords etc.) per poi renderli disponibili semplicemente posizionandosi in prossimità di un qualsiasi computer desktop. Sostanzialmente trasformandolo in quello proprio ( tipo roaming ) fino a che l’utente non si allontana interrompendo la comunicazione a corto raggio.

Un sistema molto veloce di autenticazione particolarmente adatto ai micro-pagamenti, “en passant” ticketing  e ovviamente anche al semplice trasferimento dati tra dispositivi, molto più veloce, facile e sicuro dell’attuale tecnologia Bluetooth.

Nei video seguenti vengono mostrati alcuni esempi:


 

 


iPhone vs Android – Chi è il più aggiornato?

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Uno studio condotto dall’azienda che ha realizzato Bump rivela che statisticamente il 90% degli utenti iPhone mantiene il proprio sistema operativo (iOS) aggiornato all’ultima versione disponibile. Situazione diversa in casa Android, gli utenti che aggiornano il device all’ultima release sono un misero 0,4%  Ma pur considerando che l’ultima versione è uscita da poche settimane la precedente versione non ha fatto meglio:  51,8%.  Quindi solo un utente su due ha aggiornato il proprio smartphone alla migliore versione disponibile.  Dati che fanno riflettere sulle difficoltà da parte dei produttori OEM (samsung, LG e altri ) di stare al passo con Google. L’unico device che al momento garantisce l’aggiornamento ad Android 2.3 “Gingerbread” è il Samsung Nexus S.

Più del 35% dei smartphone che montano Android sono ancora fermi addirittura alla versione 2.1 del sistema operativo. La verità è che il 99.6 % degli utenti Android che hanno visto la nuova versione 2.3 non possono utilizzarla. Ancora tanta strada da percorre per Google e sempre che questo modello di business così com’è risulti vincente. Inoltre si può pensare che un modello tutto Google sia più vicino di quanto si immagini.


Nuovi sensori per il jack delle cuffiette di iPhone

Il Progetto HiJack in fase di studio all’Università del Michigan è in grado di utilizzare il connettore delle cuffiette iPhone per alimentare e trasferire dati da piccole periferiche esterne. Ne esistono già alcuni in commercio, come il lettore di carte di credito della Square, ma questo progetto ne espande l’utilizzo a sensori ancora più sofisticati quali la lettura della pressione sanguigna, concentrazione di zucchero nel sangue, presenza di monossido di carbonio e altri ancora. Al momento il lavora è ancora ad uno stato iniziale ma è già in grado di trasferire dati all’ iPhone tramite questa porta.

 


Windows 7 SP1 RTM Leaks

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La RC di Windows 7 è già disponibile da fine Ottobre, ma una copia piratata della release ufficiale lascia pensare che per la fine del mese verra resa disponibile ufficialmente la versione finale tramite Windows Update. Microsoft ha commentato Venerdì il completamento della versione RTM del primo service pack ed è stata già rilasciata ai più stretti partner OEM per integrarlo nei nuovi modelli di PC.

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Bloom Energy – Energia pulita dalla sabbia.

image 1.jpegBloom Energy ha sviluppato grandi celle a combustibile capaci di alimentare abitazioni e uffici. L’azienda, analizzata da 60 Minutes, ha accumulato ben 400 milioni di dollari e vende le proprie batterie a colossi del calibro di GoogleeBayWalmart.

Il problema è realizzare celle a combustibile che siano sicure, efficienti ed affidabili nell’arco di molti anni. Molte aziende sono oggi impegnate nella sfida: la ricerca dei materiali giusti. A causa delle sue caratteristiche

(durezza, resistenza ai graffi e durabilità), Liquidmetal potrebbe dimostrarsi il materiale ideale per la nuova generazione di celle a combustibile.

Il collettore di piatti descritto nel brevetto agisce come un catalizzatore della reazione chimica che separa gli elettroni dall’idrogeno per produrre elettricità. I suoi unici prodotti di scarto sono acqua e calore. Finché le celle vengono ricaricate con l’opportuno materiale, continueranno a generare energia. Il processo è pulito, silenzioso e molto efficiente (almeno 3 volte più di quello che utilizza la combustione di carburante).

 

 

 

 


“The Chase Film” – Il Video Virale di Intel Core i5

 

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“The Chase Film” il video che in pochi giorni più di 1.000.000  di visualizzazioni hanno reso famoso l’incredibile viral del nuovo processore Core i5 di Intel e che sembra voler comunicare la sua intenzione a far andare decisamente oltre le righe tutti coloro che attendono geniali trovate tecnologiche!. Con il nuovo processore Core i5, molteplici funzionalità e differenti spazi virtuali sembrano potersi sovrapporre con estrema velocità ed efficacia.

httpv://www.youtube.com/watch?v=ZM0ptMqNhso&feature=player_embedded

 


L’iPhone è più sicuro di Android

Con uno di quei proclami che causano lo scompiglio tra gli utenti, la nota società di sicurezza Trend Micro Inc. ha espresso la propria preoccupazione per i dispositivi Andorid. Il Sistema Operativo Open patrocinato da Google, infatti, sarebbe maggiormente prono agli attacchi di virus ed hacker rispetto alla piattaforma iOS di Apple.

Nello specifico, le motivazioni evocate dal presidente di Trend Micro Steve Chang riguardano soprattutto l’attenzione ai dettagli e l’apertura del codice:

Android è Open Source, il che significa che un hacker può anche comprenderne l’architettura sottostante e il codice sorgente. Dobbiamo riconoscere ad Apple il merito di prestare grande attenzione a questi aspetti. E’ impossibile che certi virus possano funzionare [sull’iPhone].

Il riferimento è ai virus in grado di scomporsi per evitare di essere riconosciuti dagli antivirus e che poi si riassemblano prima di entrare in funzione: una eventualità possibile su Android ma non su iOS. Nel primo dei due, infatti, le app possono modificare impostazioni e comportamenti dell’intero Sistema Operativo, laddove in iOS è tutto pesantemente trincerato.

La decisione di consentire l’uso del codice Open, e in generale una policy di approvazione delle app meno stringente del corrispettivo Apple, rischierebbero di rendere la vita troppo facile a programmatori senza scrupoli e software malevoli. Se è vero quindi che la chiusura della piattaforma iPhone ha attirato talvolta gli strali di utenti e programmatori, d’altro canto il risultato è un ecosistema intrinsecamente più sicuro.

Ciò che Chang tace, tuttavia, è che dal canto suo Android è infinitamente più personalizzabile e flessibile della controparte Apple; senza contare che il codice aperto garantisce un’estrema velocità nella localizzazione dei problemi di sicurezza e nella loro risoluzione. Google stessa ha sottolineato che in realtà ogni volta che utilizziamo un’app facciamo sostanzialmente un atto di fede nei confronti dello sviluppatore:

Su tutti i dispositivi elettronici, gli utenti devo necessariamente affidare alcune delle loro informazioni agli sviluppatori dell’applicazione che stanno usando.

Resta il fatto che la criticata -e limitante- chiusura di iOS ci abbia preservato egregiamente da malware e incompatibilità, almeno fino ad esso, e che le uniche minacce siano piovute dal mondo del jailbreak. Il fatto poi che Trend Micro commercializzi un antivirus completo per Android, laddove su iOS sia presente con qualche utility gratuita e poco nota come Smart Surfing o ThreatWatch, probabilmente c’entra solo a voler essere maligni.

(Via melablog.)


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