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Report – iPhone e iPad nelle aziende

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Good Technology Q4 2010 ha rilasciato l’ultimo report sui dispositivi mobile che dimostrano l’enorme crescita di iPad nel segmento aziendale Enterprise.  Le trendline del report [Documento in PDF] parlano da se,  il grande impatto di iPhone e iPad continuano a ridisegnare il mercato mobile. .

 


Autenticazione e micropagamenti con l’ NFC

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Il Near Field Communication (NFC) è una tecnologia wireless a corto raggio che consente di trasformare un dispositivo mobile in una carta di credito elettronica, una smartcard di autenticazione “contact-less” per l’online-banking o semplicemente una chiave di accesso sicura per la rete aziendale.

Questa tecnologia è già disponibile in Asia e potrebbe affermarsi anche qui da noi nei prossimi 3-5 anni, specialmente se, come si rumoreggia ormai da tempo, Apple la adotterà nella prossima versione di iPhone 5 così come HTC, Samsung, Nokia , RIM e la stessa Google sul proprio Nexus S.

Il 2011 può essere l’anno della commercializzazione e dei grandi annunci di rinnovata competizione trai big del mercato Mobile.

Un’altra applicazione interessante è il Remote Computing via NFC. Ciò consentirebbe all’utente di portare con se i propri dati sensibili sul dispositivo mobile (Documenti,  Profilo,  Bookmarks, Configurazioni, Passwords etc.) per poi renderli disponibili semplicemente posizionandosi in prossimità di un qualsiasi computer desktop. Sostanzialmente trasformandolo in quello proprio ( tipo roaming ) fino a che l’utente non si allontana interrompendo la comunicazione a corto raggio.

Un sistema molto veloce di autenticazione particolarmente adatto ai micro-pagamenti, “en passant” ticketing  e ovviamente anche al semplice trasferimento dati tra dispositivi, molto più veloce, facile e sicuro dell’attuale tecnologia Bluetooth.

Nei video seguenti vengono mostrati alcuni esempi:


 

 


iPhone vs Android – Chi è il più aggiornato?

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Uno studio condotto dall’azienda che ha realizzato Bump rivela che statisticamente il 90% degli utenti iPhone mantiene il proprio sistema operativo (iOS) aggiornato all’ultima versione disponibile. Situazione diversa in casa Android, gli utenti che aggiornano il device all’ultima release sono un misero 0,4%  Ma pur considerando che l’ultima versione è uscita da poche settimane la precedente versione non ha fatto meglio:  51,8%.  Quindi solo un utente su due ha aggiornato il proprio smartphone alla migliore versione disponibile.  Dati che fanno riflettere sulle difficoltà da parte dei produttori OEM (samsung, LG e altri ) di stare al passo con Google. L’unico device che al momento garantisce l’aggiornamento ad Android 2.3 “Gingerbread” è il Samsung Nexus S.

Più del 35% dei smartphone che montano Android sono ancora fermi addirittura alla versione 2.1 del sistema operativo. La verità è che il 99.6 % degli utenti Android che hanno visto la nuova versione 2.3 non possono utilizzarla. Ancora tanta strada da percorre per Google e sempre che questo modello di business così com’è risulti vincente. Inoltre si può pensare che un modello tutto Google sia più vicino di quanto si immagini.


Nuovi sensori per il jack delle cuffiette di iPhone

Il Progetto HiJack in fase di studio all’Università del Michigan è in grado di utilizzare il connettore delle cuffiette iPhone per alimentare e trasferire dati da piccole periferiche esterne. Ne esistono già alcuni in commercio, come il lettore di carte di credito della Square, ma questo progetto ne espande l’utilizzo a sensori ancora più sofisticati quali la lettura della pressione sanguigna, concentrazione di zucchero nel sangue, presenza di monossido di carbonio e altri ancora. Al momento il lavora è ancora ad uno stato iniziale ma è già in grado di trasferire dati all’ iPhone tramite questa porta.

 


L’iPhone è più sicuro di Android

Con uno di quei proclami che causano lo scompiglio tra gli utenti, la nota società di sicurezza Trend Micro Inc. ha espresso la propria preoccupazione per i dispositivi Andorid. Il Sistema Operativo Open patrocinato da Google, infatti, sarebbe maggiormente prono agli attacchi di virus ed hacker rispetto alla piattaforma iOS di Apple.

Nello specifico, le motivazioni evocate dal presidente di Trend Micro Steve Chang riguardano soprattutto l’attenzione ai dettagli e l’apertura del codice:

Android è Open Source, il che significa che un hacker può anche comprenderne l’architettura sottostante e il codice sorgente. Dobbiamo riconoscere ad Apple il merito di prestare grande attenzione a questi aspetti. E’ impossibile che certi virus possano funzionare [sull’iPhone].

Il riferimento è ai virus in grado di scomporsi per evitare di essere riconosciuti dagli antivirus e che poi si riassemblano prima di entrare in funzione: una eventualità possibile su Android ma non su iOS. Nel primo dei due, infatti, le app possono modificare impostazioni e comportamenti dell’intero Sistema Operativo, laddove in iOS è tutto pesantemente trincerato.

La decisione di consentire l’uso del codice Open, e in generale una policy di approvazione delle app meno stringente del corrispettivo Apple, rischierebbero di rendere la vita troppo facile a programmatori senza scrupoli e software malevoli. Se è vero quindi che la chiusura della piattaforma iPhone ha attirato talvolta gli strali di utenti e programmatori, d’altro canto il risultato è un ecosistema intrinsecamente più sicuro.

Ciò che Chang tace, tuttavia, è che dal canto suo Android è infinitamente più personalizzabile e flessibile della controparte Apple; senza contare che il codice aperto garantisce un’estrema velocità nella localizzazione dei problemi di sicurezza e nella loro risoluzione. Google stessa ha sottolineato che in realtà ogni volta che utilizziamo un’app facciamo sostanzialmente un atto di fede nei confronti dello sviluppatore:

Su tutti i dispositivi elettronici, gli utenti devo necessariamente affidare alcune delle loro informazioni agli sviluppatori dell’applicazione che stanno usando.

Resta il fatto che la criticata -e limitante- chiusura di iOS ci abbia preservato egregiamente da malware e incompatibilità, almeno fino ad esso, e che le uniche minacce siano piovute dal mondo del jailbreak. Il fatto poi che Trend Micro commercializzi un antivirus completo per Android, laddove su iOS sia presente con qualche utility gratuita e poco nota come Smart Surfing o ThreatWatch, probabilmente c’entra solo a voler essere maligni.

(Via melablog.)


iPhone 4 di Verizon: fa da hotspot Wi-Fi

Come ampiamente anticipato dai rumors è stata annunciata da Verizon una versione CDMA di iPhone 4. La nuova versione del telefono Apple, presentata alla presenza di Tim Cook, è esteticamente identica alla versione UMTS eccezion fatta per i tagli della struttura dell’antenna che appare ora divisa in modo diverso come anticipato dai disegni tecnici pubblicati nei giorni scorsi. Pare che le modifiche nella struttura servano solo ad adattarsi alla rete CDMA e alle diverse componenti interne e non a migliorare la ricezione del telefono.

Il -per così dire- ‘nuovo’ iPhone ha comunque una piccola sorpresina che al momento lo distingue dalla versione preesistente: sarà possibile attivarlo come hotspot Wi-Fi per condividere la rete dati cellulare di Verizon con un massimo di 5 dispositivi in contemporanea. Al momento su iPhone è possibile attivare il tethering che consente di condividere la connessione dati via USB o Bluetooth ma con un singolo Mac o PC e solo con alcuni operatori.

L’iPhone 4 di Verizion sarà distribuito a partire dal 10 febbraio nel solo territorio statunitense. Sarà possibile effettuare preordini dal 3 febbraio. I costi sono 199$ per la versione da 16GB e 299$ per quella da 32GB, naturalmente con un contratto biennale associato com’è prassi negli USA.

[via melablog]


Secondo gli analisti i tablet del CES non insidiano l’iPad

Quest’anno al CES di Las Vegas tutti i maggiori produttori di dispositivi mobili si sono presentati con uno o più tablet da mostrare al pubblico ed alla stampa, molti di questi saranno in vendita entro la primavera o entro l’estate.

La presentazione più attesa era quella del Motorola Xoom il primo dispositivo ad essere equipaggiato con il sistema operativo Android 3.0 Honeycomb, progettato da Google espressamente per i tablet. Honeycomb ha un’interfaccia del tutto nuova rispetto alle precedente versioni di Android dedicate agli smartphone e sotto molti punti di vista ricorda iOS per iPad, come ad esempio nell’utilizzo delle split view nel client di posta.

Le caratteristiche tecniche di questi tablet spesso superano quelle dell’attuale iPad essendo equipaggiati con doppia fotocamera e varie porte di espansione, ma anche con processori dual core più potenti, necessari per far girare Honeycomb con la giusta fluidità.

Nonostante ciò gli analisti di Wall Street si aspettano che nel 2011 tutti questi tablet potranno solo lottare tra loro per il secondo posto, poiché la prima posizione rimarrà saldamente nelle mani del tablet della Mela, grazie anche all’imminente lancio dell’iPad 2. La quota di mercato di Apple nel settore dei tablet si attesterà nel 2011 intorno al 70%, lasciando alla concorrenza il compito di spartirsi le briciole.

I fattori fondamentali del successo dell’iPad sono da ricercare nella semplicità d’utilizzo tipica dei prodotti Apple, nel gran numero di applicazioni disponibili, nel vantaggio di un anno rispetto alla concorrenza, ma sopratutto nel prezzo assolutamente competitivo, basti pensare che per il Motorola Xoom si parla di prezzi superiori agli 800 €.