Bloom Energy – Energia pulita dalla sabbia.

image 1.jpegBloom Energy ha sviluppato grandi celle a combustibile capaci di alimentare abitazioni e uffici. L’azienda, analizzata da 60 Minutes, ha accumulato ben 400 milioni di dollari e vende le proprie batterie a colossi del calibro di GoogleeBayWalmart.

Il problema è realizzare celle a combustibile che siano sicure, efficienti ed affidabili nell’arco di molti anni. Molte aziende sono oggi impegnate nella sfida: la ricerca dei materiali giusti. A causa delle sue caratteristiche

(durezza, resistenza ai graffi e durabilità), Liquidmetal potrebbe dimostrarsi il materiale ideale per la nuova generazione di celle a combustibile.

Il collettore di piatti descritto nel brevetto agisce come un catalizzatore della reazione chimica che separa gli elettroni dall’idrogeno per produrre elettricità. I suoi unici prodotti di scarto sono acqua e calore. Finché le celle vengono ricaricate con l’opportuno materiale, continueranno a generare energia. Il processo è pulito, silenzioso e molto efficiente (almeno 3 volte più di quello che utilizza la combustione di carburante).

 

 

 

 

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“The Chase Film” – Il Video Virale di Intel Core i5

 

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“The Chase Film” il video che in pochi giorni più di 1.000.000  di visualizzazioni hanno reso famoso l’incredibile viral del nuovo processore Core i5 di Intel e che sembra voler comunicare la sua intenzione a far andare decisamente oltre le righe tutti coloro che attendono geniali trovate tecnologiche!. Con il nuovo processore Core i5, molteplici funzionalità e differenti spazi virtuali sembrano potersi sovrapporre con estrema velocità ed efficacia.

httpv://www.youtube.com/watch?v=ZM0ptMqNhso&feature=player_embedded

 


L’iPhone è più sicuro di Android

Con uno di quei proclami che causano lo scompiglio tra gli utenti, la nota società di sicurezza Trend Micro Inc. ha espresso la propria preoccupazione per i dispositivi Andorid. Il Sistema Operativo Open patrocinato da Google, infatti, sarebbe maggiormente prono agli attacchi di virus ed hacker rispetto alla piattaforma iOS di Apple.

Nello specifico, le motivazioni evocate dal presidente di Trend Micro Steve Chang riguardano soprattutto l’attenzione ai dettagli e l’apertura del codice:

Android è Open Source, il che significa che un hacker può anche comprenderne l’architettura sottostante e il codice sorgente. Dobbiamo riconoscere ad Apple il merito di prestare grande attenzione a questi aspetti. E’ impossibile che certi virus possano funzionare [sull’iPhone].

Il riferimento è ai virus in grado di scomporsi per evitare di essere riconosciuti dagli antivirus e che poi si riassemblano prima di entrare in funzione: una eventualità possibile su Android ma non su iOS. Nel primo dei due, infatti, le app possono modificare impostazioni e comportamenti dell’intero Sistema Operativo, laddove in iOS è tutto pesantemente trincerato.

La decisione di consentire l’uso del codice Open, e in generale una policy di approvazione delle app meno stringente del corrispettivo Apple, rischierebbero di rendere la vita troppo facile a programmatori senza scrupoli e software malevoli. Se è vero quindi che la chiusura della piattaforma iPhone ha attirato talvolta gli strali di utenti e programmatori, d’altro canto il risultato è un ecosistema intrinsecamente più sicuro.

Ciò che Chang tace, tuttavia, è che dal canto suo Android è infinitamente più personalizzabile e flessibile della controparte Apple; senza contare che il codice aperto garantisce un’estrema velocità nella localizzazione dei problemi di sicurezza e nella loro risoluzione. Google stessa ha sottolineato che in realtà ogni volta che utilizziamo un’app facciamo sostanzialmente un atto di fede nei confronti dello sviluppatore:

Su tutti i dispositivi elettronici, gli utenti devo necessariamente affidare alcune delle loro informazioni agli sviluppatori dell’applicazione che stanno usando.

Resta il fatto che la criticata -e limitante- chiusura di iOS ci abbia preservato egregiamente da malware e incompatibilità, almeno fino ad esso, e che le uniche minacce siano piovute dal mondo del jailbreak. Il fatto poi che Trend Micro commercializzi un antivirus completo per Android, laddove su iOS sia presente con qualche utility gratuita e poco nota come Smart Surfing o ThreatWatch, probabilmente c’entra solo a voler essere maligni.

(Via melablog.)


iPhone 4 di Verizon: fa da hotspot Wi-Fi

Come ampiamente anticipato dai rumors è stata annunciata da Verizon una versione CDMA di iPhone 4. La nuova versione del telefono Apple, presentata alla presenza di Tim Cook, è esteticamente identica alla versione UMTS eccezion fatta per i tagli della struttura dell’antenna che appare ora divisa in modo diverso come anticipato dai disegni tecnici pubblicati nei giorni scorsi. Pare che le modifiche nella struttura servano solo ad adattarsi alla rete CDMA e alle diverse componenti interne e non a migliorare la ricezione del telefono.

Il -per così dire- ‘nuovo’ iPhone ha comunque una piccola sorpresina che al momento lo distingue dalla versione preesistente: sarà possibile attivarlo come hotspot Wi-Fi per condividere la rete dati cellulare di Verizon con un massimo di 5 dispositivi in contemporanea. Al momento su iPhone è possibile attivare il tethering che consente di condividere la connessione dati via USB o Bluetooth ma con un singolo Mac o PC e solo con alcuni operatori.

L’iPhone 4 di Verizion sarà distribuito a partire dal 10 febbraio nel solo territorio statunitense. Sarà possibile effettuare preordini dal 3 febbraio. I costi sono 199$ per la versione da 16GB e 299$ per quella da 32GB, naturalmente con un contratto biennale associato com’è prassi negli USA.

[via melablog]


Apple rilascia Xcode 4 Developer Preview 6 agli sviluppatori



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Apple ha rilasciato agli sviluppatori la sesta “preview” di Xcode 4, che guadagna un nuovo strumento chiamato “iprofiler” che serve per misurare le prestazioni dell’applicazione. La nuova versione, che era stata aggiornata l’ultima volta a novembre, aggiunge anche un nuovo framework, noto come DTPerformanceSession per la valutazione delle prestazioni in-app, e comprende numerosi miglioramenti e correzioni di bug rispetto alla release precedente.

Il nuovo framework potrebbe non funzionare con Multicore e templete Dispatch, e potrebbe richiedere il riavvio del computer dopo l’installazione perchè consentire a Time Profiler e System Trace di  funzionare correttamente.

Xcode 4 DP 6 guadagna anche una nuova opzione “Autocreate schemes”, condivisa con tutti gli utenti del workspace. L’opzione Autocreate non è consigliata per alcuni tipi di workspace di grandi dimensioni, in quanto potrebbe creare troppi schemi. C’è anche un nuovo pulsante Autocreate Schemes Now, che ora riconosce gli URL SCP-based per i repository Git nell’organizer delle repositories.

Inoltre, adesso è possibile aggiungere un file di archivio Xcode nell’organizer degli archivi facendo semplicemente doppio click nel Finder. XcodeAlertAffectedPaths sostituisce IDEAlertAffectedURLs, e il valore della variabile d’ambiente PWD riflette ora il percorso della directory che contiene il progetto in corso o workspace.

La nuova build di XCode risolve anche numerosi bug individuati nella precedente versione.

XCode 4 Preview 6 è disponibile per gli utenti registrati Apple ADC via Dev Center.

 

(via SpiderMac)


Secondo gli analisti i tablet del CES non insidiano l’iPad

Quest’anno al CES di Las Vegas tutti i maggiori produttori di dispositivi mobili si sono presentati con uno o più tablet da mostrare al pubblico ed alla stampa, molti di questi saranno in vendita entro la primavera o entro l’estate.

La presentazione più attesa era quella del Motorola Xoom il primo dispositivo ad essere equipaggiato con il sistema operativo Android 3.0 Honeycomb, progettato da Google espressamente per i tablet. Honeycomb ha un’interfaccia del tutto nuova rispetto alle precedente versioni di Android dedicate agli smartphone e sotto molti punti di vista ricorda iOS per iPad, come ad esempio nell’utilizzo delle split view nel client di posta.

Le caratteristiche tecniche di questi tablet spesso superano quelle dell’attuale iPad essendo equipaggiati con doppia fotocamera e varie porte di espansione, ma anche con processori dual core più potenti, necessari per far girare Honeycomb con la giusta fluidità.

Nonostante ciò gli analisti di Wall Street si aspettano che nel 2011 tutti questi tablet potranno solo lottare tra loro per il secondo posto, poiché la prima posizione rimarrà saldamente nelle mani del tablet della Mela, grazie anche all’imminente lancio dell’iPad 2. La quota di mercato di Apple nel settore dei tablet si attesterà nel 2011 intorno al 70%, lasciando alla concorrenza il compito di spartirsi le briciole.

I fattori fondamentali del successo dell’iPad sono da ricercare nella semplicità d’utilizzo tipica dei prodotti Apple, nel gran numero di applicazioni disponibili, nel vantaggio di un anno rispetto alla concorrenza, ma sopratutto nel prezzo assolutamente competitivo, basti pensare che per il Motorola Xoom si parla di prezzi superiori agli 800 €.


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